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ALLOGGIO AGRITURISTICO CASA PELLIS

Nel Friuli collinare ai piedi dell’anfiteatro morenico, nel centro storico di Ciconicco sorge l’antica residenza della famiglia Ciani (costruita nel XVI secolo), luogo natale del pittore friulano Giovanni Napoleone Pellis (Ciconicco 1888-Valbruna 1962).
Già sede del Comando austro-tedesco durante l’invasione del 1917, il pregiato immobile è passato nel 1938 di proprietà dei D’Antoni che ne hanno fatto la prima sede dell’azienda agricola di famiglia. A seguito di un meticoloso intervento di risanamento conservativo, il fabbricato è stato trasformato in alloggio agrituristico.L’alloggio agrituristico Casa Pellis è dotato dei più elevati standard di comfort. Ideale per le famiglie numerose grazie alle grandi dimensioni delle camere. La corte anteriore e posteriore garantisce spazio per il relax. Parcheggio scoperto riservato, ampio giardino posteriore attrezzato per bambini, con piante da frutto. Possibilità di portare animali di piccola taglia.
L’alloggio agrituristico Casa Pellis dispone di sei camere, tre doppie e tre singole mansardate, tutte dotate di bagno privato, Tv Lcd con digitale terrestre e satellitare, connessione Internet Wi-Fi e condizionatore.Nel piano mansardato si potrà disporre di un rilassante salotto con divani, scrivania con postazione Internet comune e di una biblioteca fornita di libri riguardanti la storia del pittore Giovanni Napoleone Pellis, di Fagagna e dei luoghi limitrofi.

L’agriturismo “Casa Pellis” è stato interamente ristrutturato nel 2012 seguendo i principi del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale, utilizzando le migliori tecnologie e i migliori materiali di costruzione. Ciò ha permesso di classificare l’alloggio in classe energetica A

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LA STORIA

Il fabbricato che ospita l’alloggio agrituristico “Casa Pellis” rappresenta una delle più vecchie residenze del paese di Ciconicco. La casa fu realizzata presumibilmente nel XVI secolo dalla famiglia Ciani.
I Ciani rappresentavano una delle famiglie più facoltose non solo della frazione di Ciconicco ma di tutto il Comune di Fagagna. Non era una famiglia nobile ma aveva innumerevoli proprietà terriere (si veda ad esempio la via Dei Ciani a Ciconicco che taglia la “braide Ciani” a sud dell’attuale strada regionale 464). Fra i componenti della famiglia Ciani si annoverano alcuni prelati fra cui Don Eugenio Ciani (nato nel 1664), Don Giobatta Ciani (nato nel 1687), Don Giuseppe Ciani (nato nel 1760 parroco di Lauzzana), Don Domenico Ciani (parroco di Ciconicco dal 1846 sino al 1898) don Valentino Ciani, nipote del predetto Domenico, parroco di Ciconicco dal 1894, e monsignor Pietro Carlo Ciani, nato nel 1757, vescovo di Concordia Sagittaria dal 1819 sino alla morte avvenuta nel 1825. Nelle iscrizioni tombali rinvenute sul vecchio pavimento della chiesa parrocchiale vi era una a ricordo del vescovo Pietro Carlo.La famiglia Ciani in seguito s’imparentò con la famiglia del pittore Pellis; in particolare Valentino Ciani, ultimo proprietario della casa prima della famiglia D’Antoni, era cognato di Giacomo Pellis fratello del pittore.
La famiglia Pellis proveniva da Ragogna mentre la madre del pittore risultava Zoratti Maria di Ciconicco. Il pittore nacque a Ciconicco nel 1888. Successivamente la famiglia si spostò a San Michele Al Tagliamento in quanto Giacomo Pellis gestiva là alcuni mulini per la lavorazione del grano. Il pittore iniziò la sua attività proprio a Ciconicco dipingendo i paesaggi attorno alle colline. Qui riposa dopo la morte avvenuta nel 1962 a Valbruna.Nel 1938 Valentino Ciani fu costretto a vendere la casa che fu acquistata dalla famiglia di D’Antoni Alberto detto Simon; anche la famiglia D’Antoni era originaria di Ciconicco ma risiedeva sulle colline vicino al laghetto di Sodri. Proprio quell’anno i D’Antoni avevano subito la completa distruzione della casa a causa di un incendio. La proprietà passò successivamente ai figli di Alberto e successivamente ai suoi nipoti e pro nipoti.
La casa fu leggermente danneggiata dal sisma del 1976 e ripristinata nei primi anni ottanta; successivamente nel 2011 iniziarono i lavori di risanamento conservativo che hanno portato alla realizzazione dell’alloggio agrituristico.

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CICONICCO E LA SUA STORIA

Il paese di Ciconicco presenta una storia che, come la vicina Fagagna, affonda le sue radici nell’antichità romana.Da Fagagna infatti passava un’importante strada consolare romana, la via Augusta che da Concordia Sagittaria attraverso Codroipo, Tomba, Savalons raggiungeva Fagagna per poi continuare attraverso Lauzzano, Colloredo di Monte Albano, Treppo sino a ricongiungersi con la via Julia Augusta che da Aquileia portava sino al Norico (Germania). Tracce di lastricato tipico delle strade romane, ora coperto dalle attuali sedi stradali, è stato rinvenuto sia a Fagagna nel borgo Riolo sia nelle vicinanze della Chiesa parrocchiale di Ciconicco.
Inoltre Ciconicco risultava al centro del crocevia fra la Augusta e la Cividina (strada che collegava Spilimbergo con Cividale) il cui tracciato passava poco più a sud dell’attuale località Chiarandis. Resti romani sono stati rinvenuti in località Rual.
Come tutto il Friuli anche Ciconicco subì le invasioni barbariche prima dei Visigoti (408), poi degli Unni di Attila (452) e successivamente dei Longobardi nel 568 d.c.. La leggenda narra che il paese all’epoca era da localizzare in un’area un po’ più a sud dell’attuale sito, verso il luogo detto di Sant Jacum lungo la provinciale 10 che porta a Plasencis. Solo nel 1470, a seguito delle invasioni dei Turchi, l’abitato di Sant Jacum fu devastato e le varie famiglie si sono spostate nell’attuale posizione. Tuttavia Ciconicco è sempre stata dove la conosciamo oggi e la leggenda trae origine dalla presenza di nuclei abitati (Sant Jacum, Villa Chiarandis) a poca distanza dal paese principale.
Nel 1797 Ciconicco passò dalla Repubblica di Venezia all’Impero d’Austria e successivamente nel 1866 al Regno d’Italia. Durante Anche Ciconicco subì l’invasione dell’esercito austro-tedesco e fu teatro il 29 ottobre del 1917 di uno scontro fra le avanguardie dell’esercito tedesco (Ulani del reparto cavalleria) e una pattuglia di fanti italiani in ritirata.
Durante quello scontro (il cui ricordo rimane indelebile sul cornicione lato sud del campanile che fu danneggiato da alcuni colpi di mortaio tedesco) morirono 4 ulani e 7 cavalleggeri italiani. Uno degli ulani era un ufficiale la cui salma fu immediatamente trasferita in Germania per i solenni funerali. Durante il secondo conflitto mondiale il paese di Ciconicco fu sede di un comando tedesco nell’attuale villa d’Orlando.Ciconicco offrì alla patria il sacrificio di 24 suoi figli durante la Grande Guerra e di 13 figli durante la seconda guerra mondiale. Sono tutti ricordati nel monumento presente presso la Chiesetta di San Rocco.
A Ciconicco ogni venerdì santo si può assistere ad una delle più importanti rappresentazioni sacre della Via Crucis italiane (circuito Europassione).

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PELLIS , PITTORE FRIULANO

Giovanni Napoleone Pellis nacque il 19 febbraio 1888 a Ciconicco da Valentino e da Maria Zoratti.
La famiglia Pellis era originaria di Ragogna ed era dedita all’agricoltura mentre la madre era di Ciconicco.
Giovanni era il più piccolo di sette fratelli e a Ciconicco iniziò gli studi elementari. Prima nella canonica della Chiesa parrocchiale poi presso l’attuale edificio scolastico di via Bevilacqua, costruito nel 1896, infine a Fagagna.
A nove anni morì la madre Maria Zoratti, a sedici anni morì il padre. In seguito a quest’ultimo lutto la famiglia iniziò a dividersi: i tre fratelli più grandi vollero la loro parte di eredità. Sin da piccolo il Pellis coltivò idee ben chiare: la sua strada doveva essere quella dell’arte. A nulla valsero le insistenze del padre che lo indirizzò verso studi di agraria e medicina. I suoi primi soggetti furono proprio le colline sopra il paese natio. Dopo una breve e deludente esperienza udinese il giovane Pellis viene mandato a Venezia presso lo studio dello scultore Piazza; sempre nella città lagunare inizia a seguire i corsi della scuola dell’architetto Rinaldi. Il servizio militare viene svolto a Torino dove passa, secondo quanto scritto nel suo diario, un periodo piuttosto noioso. Vinta una borsa di studio si trasferisce a Roma presso lo studio del pittore Sartorio.
Qui viene raggiunto dal richiamo alle armi (aprile 1914) in preparazione della prima guerra mondiale.
Come moltissimi altri giovani e uomini di quel tempo la Grande Guerra lascerà ricordi indelebili nell’animo e nel fisico del pittore. Contrae il tifo e alcuni problema di reumatismi. Inoltre al suo ritorno a casa trova una Ciconicco ferita dall’invasione austro-tedesca; il suo inserimento nel mondo civile è difficile e inizia a soffrire di depressione. Dopo aver risolto i problemi di tifo torna a Roma. Qui lavora come pittore e decoratore. Ma i proventi non sono alti ed è costretto a vivere in cantine e soffitte; tale situazione non lo aiuta certo a risolvere i problemi di depressione. A Roma viene raggiunto dall’amico Valentino Ciani di Ciconicco e insieme, nel 1925, decidono di rientrare in Friuli a San Michele al Tagliamento e a San Giorgio di Nogaro dove il fratello Giacomo gestisce una serie di mulini per la lavorazione del grano e un’azienda agricola. Giacomo Pellis aveva sposato Ciani Letizia, sorella di Valentino. La famiglia del fratello risultava facoltosa in quanto, oltre all’attività agricola suddetta, il figlio di Giacomo, Bruno, era un alto funzionario statale. Insieme alla famiglia del fratello Giacomo rientrano a Ciconicco nella grande casa natia. Da qui nel 1930 decide di trasferirsi a Udine dove costruisce una casa con annesso studio in Riva Bartolini. Negli spazi occupati dalla casa e dallo studio attualmente sorgono alcuni locali della Biblioteca comunale V. Joppi. Nel 1932 sposa la professoressa Luigia Zennaro. Da quel momento alterna i periodi udinesi a quelli trascorsi in montagna (Sauris, Collina e Valbruna le mete preferite) a rimpatriate per trovare gli amici di Ciconicco. Sarà sempre presente in lui un amore profondo per la montagna e per i suoi paesaggi che saranno costante fonte d’ispirazione. Proprio durante uno di questi soggiorni, nella specie a Valbruna, il 6 febbraio 1962 muore, improvvisamente, di broncopolmonite. E’ sepolto a Ciconicco, nel piccolo cimitero che sorge su quelle colline che furono una delle sue prime fonti d’ispirazione.

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